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martedì 17 aprile 2012
Insanity Workout
Insanity Workout, per l'appunto. Il primo ad iniziare qui a casa è
stato Frank, lui infatti dovrebbe essere già a 3/4 dei 60 giorni
previsti. Dopo un paio di settimane l'hanno seguito gli altri due
ragazzi e dopo una settimana dalla loro partenza mi sono deciso anche
io.
La prima settimana è stata orribile, ero fuori forma tanto da essere
profondamente imbarazzato di saltellare per il salotto davanti agli
altri sentendomi poco più di una larva. Poi la seconda devo dire di
aver migliorato giorno per giorno ed ora riesco a seguire quasi
completamente i video senza prendermi troppe pause.
L'allenamento di per se non è niente di speciale, sono esercizi a
corpo libero molto semplici da imparare combinati in un modo e con una
velocità tali da fare un lavoro cardio veramente molto efficace.
L'innovazione vera e propria di questo allenamento sta nel nome
"Insanity". Il mezzo per raggiungere risultati con questo allenamento
è quello di impazzire, di non credere alla propria mente, di forzarla
ad andare oltre, di convincersi di essere in grado di andare avanti,
ogni qualvolta si presenti la necessità di rallentare o fermarsi
perchè manca il fiato o perchè nei salti le gambe non salgono (e
succede più o meno ogni 5 minuti durante l'allenamento) occorre
credere che invece è solo la nostra testa che ci supplica di fermarci,
di gettare la spugna e cedere. E non basta stringere i denti e
continuare con il pilota automatico e la mente distratta da un'altra
parte. Troppo semplice e c'è il rischio di storte o peggio, di
lavorare male con le ginocchia. Occorre eseguire tutti gli esercizi
concentrati su ogni singolo movimento, presenti a se stessi, in modo
da lavorare correttamente e con costanza arrivare ai risultati.
E quando arrivano ci si sente vincenti e più forti.
Non credere alla propria mente e prevalerla. Bella metafora.
Oggi riflettevo sulla possibilità che il professore decida di
abbandonarmi e di snobbare il mio lavoro dandomi semplicemente degli
input inutili giusto per farmi andare avanti zitto per una strada
random. Sul fatto che dopo un brevissimo sondaggio tra tutte le
persone che conosco qui a Blacksburg è risultato che tra un mese
tutti, senza eccezione tutti, partiranno per tornare alle proprie
case, qualcuno fino all'estate, qualcuno per sempre, e che rimarró
completamente da solo qui a casa e all'università in generale, poichè
quasi tutto il campus farà lo stesso. Su quanto mi manca casa,
l'Italia, l'abbraccio degli amici, la pizza, la mia cultura.
Quanto vorrei mollare tutto, lasciare i soldi dell'affitto dei
prossimi 3 mesi ai ragazzi e partire per le mie 2 settimane di viaggio
dopodomani e poi tornare in Italia e ricominciare una nuova tesi, su
un nuovo progetto, qualcosa di più stimolante, come la computer vision
come avrei sempre voluto fare.
Sarebbe un fallimento? Una vittoria?
Difficile vederla come una vittoria, non ho mai lasciato niente di
incompleto nella mia vita, tutto quello in cui mi sono messo l'ho
sempre portato a termine. Peró forse è il momento di iniziare a
cambiare le regole, diventare più flessibile ed iniziare a muovere i
piedi più velocemente da una staffa all'altra, lasciare l'ostinazione.
Oppure insistere e fugare i pensieri del tempo perso e dei soldi
buttati. Della lontananza. Delle persone che mi mancano. Della
possibilità più che reale di dover rimanere qui più del previsto e
saltare il mio viaggio per questo. Di tornare in Italia con una tesi
incompleta e senza la possibilità di continuarla e dover così
ricominciare in ogni caso. E continuare qui questo progetto.
Di certo quest'ultima settimana buttata tra divano, birre, film e
poker non ha aiutato a convincermi che la mia presenza qui abbia un
senso. Mi sono sembrati solo giorni, soldi ed energie sprecate in un
posto dove non vorrei essere.
Credo che sia presto per prendere una decisione.
Credo peró anche che l'ostinatezza con cui ho sempre affrontato tutte
le mie sfide fosse talvolta dettata dalla paura di fallire, continuare
per non mollare e non per una reale volontà di dedicarmi anima e
corpo. E talvolta mi ha anche costretto ad abbassare la mira,
scegliere obiettivi più vicini per non dover abbandonare il campo per
mancanza di energie o di capacità.
Dopotutto sono altri 3 mesi, e non sarà così male, qualcuno potrebbe
dirmi. Ma io non penso così, analizzo tutte le possibilità, valuto il
peso di ogni alternativa e poi scelgo. Questi tre mesi, sia che io
rimanga qui o che torni, implicano abbandonare alternative a cui per
il momento non sono ancora in grado di dare un peso.
Di certo non ho intenzione di tornare, non mi piacciono le mosche,
specialmente nei miei pugni.
Trovo gradevole che tutto questo ragionamento si sia scatenato
cucinando. Stavo preparando una pasta con il tonno, ho pensato di
soffriggere della cipolla prima e di aggiungere del burro al tutto
poi. A quel punto il profumo dalla padella mi ha catapultato a casa di
mia nonna, lei era davanti al fornello intenta a pestare il tonno nel
pentolino con una forchetta in modo che si mescolasse per bene al
burro. Le ho chiesto se le andasse di aggiungere della cipolla e poi
sono rimasto a guardarla mentre mi rispondeva piegando la spalla e
strizzandomi l'occhio "vuto che ghe sontemo un poca de seolina? si si
dai, così vien fora un bel sosfritin". Spero che quando torneró me ne
possa preparare altre 1000, 100.000, un milione di quelle paste al
tonno e burro. E se non potrà mi auguro comunque che il mio periodo
qui sia valso la pena.
Sono sempre convinto che ci siano "cose" invisibili a priori, solo una
volta passate, guardandosi indietro, assumono una prospettiva coerente
al contesto.
giovedì 12 aprile 2012
Point of views
Secondo http://www.urbandictionary.com:
2. pissed off
The feeling that murder is a perfectly acceptable solution to your problems due to anyone and everyone being so bloody annoying.
Mercoledì avrei potuto concordare.
Dal meeting della settimana scorsa era risultata evidente la necessità di aggiungere altre funzioni obiettivo al mio programma poichè quelle attualmente presenti non erano decisamente sufficienti a rappresentare il problema. A quel punto il professore se n'è uscito abbozzando l'idea di un gradiente moltiplicato per la funzione heaviside.
La risposta è arrivata lunedì mattina dopo un sollecito di persona venerdì mattina ed è la seguente:
Simone Campara wrote:
> I spent all the day of yesterday looking on internet and in ITK
> documentation for a gradient calculating function, without success.
> I know I can write it on myself, but I think there is something ready yet
> and easily scalable from the 1D to the 2D and 3D case.
> For example I found the *DerivativeImageFilter *but it looks like usable
> only with images loaded from a file.> Do you have any hints?Just implement a finite difference operator.
>
> *integral( gradient(source)^2 * Heavi(- phi(...)) )*
> Other point, I am not sure that I've understood how should be shaped the
> fourth objective function.
> If we make it like this:
>
>It should be applied to the target, not the source. I am unsure exactly what it
> we are just enhancing the phenomena that masks out the sides of the images,
> because in those regions (the sides) the gradient is much higher, so the
> pso will try to mask them in order to minimize that function.
> Am I wrong? What do you think?
will do.
Quello che questa mail dice è:
- Tu, mi chiedi un consiglio per una funzione già implementata e facilmente applicabile ad altri casi più complessi in un futuro? E lo fai dopo che io ti ho esplicitamente detto di non bang your head sul computer se ti blocchi e di chiedere consiglio? Ok, non ho tempo per te, scrivitela da solo la funzione che cerchi. Arrangiati.
- Mi dici che la funzione che ho abbozzato senza avere idea se potesse andare o meno potrebbe essere addirittura controproducente per i risultati? E mi chiedi che cosa ne penso? Bè, vedi di implementarla e di risponderti da solo cosa ne penso.
In ogni caso il meeting di questo mercoledì si avvicinava velocemente, così sono dovuto rimanere in laboratorio fino alle 10.30 il martedì per riuscire ad ultimare l'analisi di tutti i dati ed essere sicuro di avere i giusti punti chiari ed inattaccabili per affrontarli con il professore.
Il mercoledì alle ore 13.30 come al solito il professore si presenta in laboratorio per il meeting con il dottorando, discute con lui fino alle 14.20 e poi sparisce. Il mio meeting era alle 14.30 così attendo fino alle 15.00, ora in cui vado a bussare al suo ufficio per chiedergli spiegazioni, che furono:
Simone,
credevo che con la risposta alla mia mail fossi a posto per un po', che dovessi lavorarci ancora e che non fossi pronto per il meeting di oggi. Comunque se proprio hai bisogno di parlare ho 2 minuti da dedicarti.
Gli spiego che i risultati che ho ottenuto sono complessi da analizzare e che quindi 2 minuti non basterebbero. E che sarebbe stato meglio fissare un altro meeting. Lui condivide e mi dice che deve verificare la sua agenda e che mi avrebbe mandato una mail.
Ora, una qualunque persona normale ed anche una qualunque persona non normale, se decidesse di annullare un meeting che avrebbe da lì a 10 minuti con la persona che è a meno di 5 passi da lei, nella sua stessa stanza, semplicemente, prima di lasciare la stanza glielo direbbe. Sarebbe così semplice.
Evidentemente il professore non cade in una di queste due categorie, poichè decise di abbandonare il laboratorio con cognizione di causa ma senza condividerla con il diretto interessato, IO.
Oggi è giovedì, venerdì ormai, e la mail del professore non è ancora arrivata, nonostante la mia email di sollecito in cui spiegavo che ero pronto a lavorare anche per tutto il weekend per essere pronto per il prossimo meeting.
Ma poteva andare peggio:
14. pissed off
Something to be grateful for;being pissed of is a gift
Being "pissed off" is better than being "pissed on"
Mercoledì, tornato a casa dal laboratorio trovo Frank che sta uscendo, dice che deve andare in parrocchia, perchè un ragazzo che frequentava quella chiesa e che si era trasferito per un periodo di studio in Svizzera era stato trovato la mattina, completamente morto. Era uscito per una passeggiata il giorno prima e non era più tornato.
A volte gli stati d'animo sono solo una questione di punti di vista.